BMB Survival Guide 2 – Evitare gli errori più comuni

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Spesso i filmmaker alle prime armi (ma non solo) commettono errori evitabilissimi, che finiscono col penalizzare le loro opere. Realizzando un film, la cosa che bisogna chiedersi continuamente è: sto intrattenendo il mio pubblico?

Hitchcock sosteneva che lo spettatore, seduto in poltrona nel buio riscaldato della sala, è nella migliore situazione per addormentarsi e la difficoltà di un regista sta proprio nel tenerlo sveglio. Ecco un po’ di saggi consigli per accattivarsi il pubblico senza troppi sforzi.

a) Il montaggio ESISTE. Che si possieda l’ultimo modello di centralina di montaggio o che si giri il film tutto di fila nella videocamera, bisogna dare un certo ritmo alla storia. Spesso i registi sono talmente innamorati delle loro inquadrature da volere che durino in eterno, ma il pubblico raramente apprezza. A volte bisogna lasciare un po’ di piezz’e core sul pavimento della sala montaggio rinunciando a mostrare in tempo reale il protagonista che si alza, va al cesso, si fa la barba, si veste, fa colazione, prende le chiavi di casa, esce eccetera – se non è strettamente strumentale all’avanzamento della trama. Inoltre: ci sono storie che possono essere raccontate in 5 minuti, perché farle durare due ore? In cinematografia è meglio corto che tappa che lungo che sciacqua, per usare un’espressione volgare ma efficace. I minuti sono secoli in un film.
COROLLARIO: solo Sergio Leone sa far durare 10 minuti un duello tra pistoleri senza annoiare, è ufficiale, quindi non provateci a casa.

b) La qualità audio e video non dev’essere per forza eccelsa, ma perlomeno sufficiente a capire cosa sta succedendo sullo schermo. In particolare, spesso con l’audio in presa diretta i disturbi di fondo sono tali – specie in esterni o con la videocamera lontana dai soggetti – da rendere inintelligibili i dialoghi. Anche la musica può contribuire, se di volume troppo elevato, a coprire le parole dei personaggi. Un DVD con audio o video compressi male può risultare altrettanto sgradevole. Se il pubblico deve fare lo sforzo di aguzzare le orecchie o la vista già vi sta odiando.

c) Gli attori non professionisti spesso non sanno recitare, parlano con dizione scorretta e si dimenticano le battute, quindi vanno utilizzati per quello che sanno fare. In compenso possiedono una naturalezza e un’empatia spesso superiore a quella dei professionisti, da sfruttare al meglio. È inutile spingere un’attrice a umiliarsi recitando lo strazio di una madre davanti alla tomba del figlio, quando il risultato è ridicolo… a meno che non si voglia far ridere.

d) Le masturbazioni mentali personali degli Autori non interessano a nessuno, è doloroso e crudele ma è così. Gli Autori di film strapallosi che si sentissero offesi da questa rivelazione possono smettere di leggere questo Manuale e mandare le loro opere al Milano Film Festival o a uno degli altri mille festival in grado di apprezzarle – a noi no, grazie.

e) Evitate le trame troppo complesse e i film con troppi personaggi: la chiarezza è fondamentale. Se il pubblico comincia a chiedersi: “ma chi era quello lì?” “ma dove stanno andando?” “ma cos’è successo?” è nell’anticamera della fase REM.

f) Anche per i neofiti un minimo di tecnica fotografica è fondamentale: se c’è un campo in cui l’occhio davvero vuole la sua parte è proprio il cinema. Ci sono mille manuali che spiegano le basi: cos’è il salto di campo e come evitarlo, come si usano le inquadrature, che differenza c’è tra un primo piano e un campo lungo, tutte cose che aiutano a realizzare un buon film, gradevole e comprensibile e che si imparano in poco tempo. Inoltre: – Il taglio e la composizione delle inquadrature meritano un po’ di attenzione, anche perché costano poco in termini economici e di tempo, ma rendono attraente ed espressiva la vostra opera. – La macchina a mano è una bellissima cosa, ma a volte uno stativo è necessario. Non vi viene mal di testa a guardare The Blair Witch Project? – Spesso le videocamere hanno automatismi quali fuoco, diaframma ed esposizione automatici, ma in condizioni estreme (poca luce, macchina in movimento, cambi improvvisi di illuminazione) questi automatismi tendono a fare solo porcherie: fuoco che va e viene, diaframma impazzito eccetera; è meglio quindi imparare ad utilizzare i controlli manuali – dove possibile. – È meglio evitare di utilizzare zoom e stabilizzatori digitali (che riducono la qualità dell’immagine) in favore di zoom e stabilizzatori ottici.

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